"Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio" (Lc 6,38)
La misura di Dio verso di noi è "pigiata, colma e traboccante": smisurata.
Non così la nostra: sovente giochiamo al risparmio, in endemica penuria di cuore. Temiamo che se oggi doniamo tutto, domani saremo svuotati.
Dimentichiamo che vi è in noi un'unica misura, quella dell'unico cuore: il medesimo che pulsa nella sistole e nella diastole, riceve e ridona la vita e l'amore.
E l'Amore traboccante vi si riversa colmandolo, premendolo ("L'amore di Cristo ci spinge"), per dilatarlo e farlo meno sproporzionato alla misura smisurata di Dio.
(Da "Gitanjali", R.Tagore:)
Mi hai fatto senza fine, questa è la tua volontà. / Questo fragile vaso continuamente tu vuoti, / continuamente lo riempi di vita sempre nuova.
Questo piccolo flauto di canna hai portato per valli e colline, / attraverso esso hai soffiato melodie eternamente nuove.
Quando mi sfiorano le tue mani immortali / questo piccolo cuore si perde in una gioia senza confini / e canta melodie ineffabili.
Su queste piccole mani scendono i tuoi doni infiniti. / Passano le età, e tu continui a versare, / e ancora c'è spazio da riempire.

1 commento:
Mi piace pensare alla megalopsychìa, la magnanimitas, non tanto nel senso della "grandezza d'animo", coraggio & rettitudine che portano al sacrificio... quanto la "grandezza d'anima", capacità di accogliere i frammenti della vita e delle persone, tenendoli dentro, custoditi come in un grembo. Forse, ad essere bravi, si può immaginare che il cuore grande sia un po' come l'Hotel Straordinario di Stanislaw Lem, un numero infinito di stanze che - con un po' di opportuni giochi di insiemi - sanno ospitare infiniti viandanti...
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