domenica 26 settembre 2010
Lazzaro e il ricco senza nome
Anzitutto ha fatto una premessa: noi siamo abituati a dire che la Parola di Dio è racchiusa nella Bibbia, nel Vangelo...in realtà la Parola di Dio è la vita, la realtà, la storia (di cui la Scrittura anche ci parla...). Così, la realtà ci si presenta ora con il sole, ora con nubi e tempesta.
Ora si presenta nel volto di un uomo piagato, di un Lazzaro miserabile, che geme alla tavola.
Dio dunque accetta di presentarsi sotto queste spoglie.
E Gesù, sulla croce, ha offerto il volto di un Dio davanti al quale si scostava la faccia, disgustoso a vedersi.
Chi avrebbe potuto scorgervi una Parola di Dio? il volto di un Dio?
Qualcuno c'è riuscito: no...non un giudeo, ma uno straniero, un centurione forse romano, senz'altro pagano; che cosa ha "visto" dietro quel volto tumefatto? come ha avuto occhi così penetranti?
Ecco: ascoltare la Parola di Dio è accettare di poterla leggere dentro queste Parole, è educare i nostri occhi a intuire oltre le piaghe, per vedere che lì c'è Dio.
Chiediamone il dono.
martedì 14 settembre 2010
La decima moneta (Lc 15,8)
"Quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova?" (Lc 15,8)
In ogni casa ci sono angoli bui e polverosi che non eploriamo volentieri: restano dimenticati e disabitati; ma se smarriamo qualcosa di prezioso, è proprio lì che andiamo a cercare, buttando per aria la casa.
Dio ha smarrito il suo bene più prezioso: noi suoi figli, ciascuno di noi. Ognuno di noi è moneta preziosa che porta impressa non l'immagine dell'imperatore, ma del Padre.
E non si consola pensando a chi non ha smarrito, alle nove monete rimaste: si intestardisce in una ricerca che gli costa più del valore nominale della moneta, perché in realtà ciò che gli sta a cuore non è misurabile dalla bilancia dell'orefice.
Gesù si spinge a cercare noi - il tesoro di Dio! - fin negli angoli bui e polverosi della storia, che rischiara e purifica con la sua presenza: per questo privilegia la compagnia degli irregolari, dei peccatori, di coloro che la ramazza ipocrita della Storia tenta di nascondere sotto i tappeti.
Certo, per recuperarci Egli deve sconvolgere il falso ordine del mondo, con grande sconcerto di coloro che non amano guardare negli angoli, magari per paura di scoprirsi anch'essi smarriti e bisognosi di essere cercati.
venerdì 10 settembre 2010
La misura del cuore (Lc 6,38)
"Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio" (Lc 6,38)
La misura di Dio verso di noi è "pigiata, colma e traboccante": smisurata.
Non così la nostra: sovente giochiamo al risparmio, in endemica penuria di cuore. Temiamo che se oggi doniamo tutto, domani saremo svuotati.
Dimentichiamo che vi è in noi un'unica misura, quella dell'unico cuore: il medesimo che pulsa nella sistole e nella diastole, riceve e ridona la vita e l'amore.
E l'Amore traboccante vi si riversa colmandolo, premendolo ("L'amore di Cristo ci spinge"), per dilatarlo e farlo meno sproporzionato alla misura smisurata di Dio.
(Da "Gitanjali", R.Tagore:)
Mi hai fatto senza fine, questa è la tua volontà. / Questo fragile vaso continuamente tu vuoti, / continuamente lo riempi di vita sempre nuova.
Questo piccolo flauto di canna hai portato per valli e colline, / attraverso esso hai soffiato melodie eternamente nuove.
Quando mi sfiorano le tue mani immortali / questo piccolo cuore si perde in una gioia senza confini / e canta melodie ineffabili.
Su queste piccole mani scendono i tuoi doni infiniti. / Passano le età, e tu continui a versare, / e ancora c'è spazio da riempire.
lunedì 6 settembre 2010
Lievito
"Non sapete che un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta? Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova". (1Cor 5,6-7)
San Paolo descrive il peccato come un lievito cattivo, una muffa che si espande e contagia.
Anche Gesù mette in guardia contro il 'lievito dei farisei' (Mt 16,6); d'altronde egli stesso paragona Dio ad una donna che fa lievitare il pane (Mt 13,33).
C'è dunque un lievito cattivo che corrompe e ammuffisce, e un lievito buono che trasforma il mondo in pane: cioè in cibo che dà vita e crea comunione. La pasta della nostra vita quale lievito accoglie?
venerdì 3 settembre 2010
Tutto è vostro!
Stamattina nella prima lettura della messa sono stato toccato da queste parole:
"Nessuno ponga la sua gloria negli uomini, perché tutto è vostro: Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio." (1Corinzi 3,21-22)
Tutto è nostro: non come possesso, ma come dono. Tutto è dono per noi.
Scrive altrove Paolo: "Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio ... Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?" Tutto è per noi, perché Dio è per noi.
E noi siamo-di, siamo-per. Apparteniamo a chi ha scelto di appartenerci, come l'amata all'amato: "Io sono per il mio diletto e il mio diletto è per me!" (Cantico 6,3). Quando si è innamorati si sperimenta il livello più profondo dell'essere, che non è l'essere in sé e per sé ma l'essere per l'altro, per l'altra: l'essere dono.
Impariamo da Gesù, la cui vita è stata completamente afferrata e infiammata dall'amore appassionato per noi e per il Padre.
