domenica 26 settembre 2010

Lazzaro e il ricco senza nome

Rubo le parole a un padre domenicano che oggi ho ascoltato...e provo a riportarle qui...

Anzitutto ha fatto una premessa: noi siamo abituati a dire che la Parola di Dio è racchiusa nella Bibbia, nel Vangelo...in realtà la Parola di Dio è la vita, la realtà, la storia (di cui la Scrittura anche ci parla...). Così, la realtà ci si presenta ora con il sole, ora con nubi e tempesta.
Ora si presenta nel volto di un uomo piagato, di un Lazzaro miserabile, che geme alla tavola.
Dio dunque accetta di presentarsi sotto queste spoglie.
E Gesù, sulla croce, ha offerto il volto di un Dio davanti al quale si scostava la faccia, disgustoso a vedersi.

Chi avrebbe potuto scorgervi una Parola di Dio? il volto di un Dio?
Qualcuno c'è riuscito: no...non un giudeo, ma uno straniero, un centurione forse romano, senz'altro pagano; che cosa ha "visto" dietro quel volto tumefatto? come ha avuto occhi così penetranti?

Ecco: ascoltare la Parola di Dio è accettare di poterla leggere dentro queste Parole, è educare i nostri occhi a intuire oltre le piaghe, per vedere che lì c'è Dio.

Chiediamone il dono.


2 commenti:

Anonimo ha detto...

tutti dovrebbero andare al di là di ciò che vediamo. Dio è ovunque
anche nella sofferenza, io l'ho trovato nella mia, naspettatamente...

uniroma.tv ha detto...

Al seguente link potrete vedere il servizio sul'analisi delle letture teologiche di Benedetto XVI al Collège de Bernandis

di Parigi.

http://www.uniroma.tv/?id_video=18013

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