martedì 14 settembre 2010

La decima moneta (Lc 15,8)

"Quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova?" (Lc 15,8)

In ogni casa ci sono angoli bui e polverosi che non eploriamo volentieri: restano dimenticati e disabitati; ma se smarriamo qualcosa di prezioso, è proprio lì che andiamo a cercare, buttando per aria la casa.

Dio ha smarrito il suo bene più prezioso: noi suoi figli, ciascuno di noi. Ognuno di noi è moneta preziosa che porta impressa non l'immagine dell'imperatore, ma del Padre.

E non si consola pensando a chi non ha smarrito, alle nove monete rimaste: si intestardisce in una ricerca che gli costa più del valore nominale della moneta, perché in realtà ciò che gli sta a cuore non è misurabile dalla bilancia dell'orefice.

Gesù si spinge a cercare noi - il tesoro di Dio! - fin negli angoli bui e polverosi della storia, che rischiara e purifica con la sua presenza: per questo privilegia la compagnia degli irregolari, dei peccatori, di coloro che la ramazza ipocrita della Storia tenta di nascondere sotto i tappeti.

Certo, per recuperarci Egli deve sconvolgere il falso ordine del mondo, con grande sconcerto di coloro che non amano guardare negli angoli, magari per paura di scoprirsi anch'essi smarriti e bisognosi di essere cercati.

1 commento:

conchiglia ha detto...

Quanto è bella l'immagine della "ramazza" ipocrita, che nasconde preziosi sotto il tappeto...
E poi tutti alla fine ci ritroveremo in qualche angolo oscuro,improvvisamente illuminati!
Scopriremo di avere addosso gemme e nel cuore perle di cui ignoravamo l'esistenza...