Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (1 Gv 3,1-3) Vedremo!
Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro.
Figli di Dio: lo siamo realmente!
Di fatto è così. Non è lasciato alla nostra scelta.
È scritto nella nostra carne, nel nostro essere.
Siamo carichi dell'attesa amorosa di Dio, trepidante e rispettosa.
Dio ci ama come figli suoi. Desidera che siamo con Lui, come Lui.
E di più ancora, desidera che siamo noi stessi, liberi,
non copie di altri (di idoli), né timorosi come schiavi,
né calcolatori come salariati.
La Sua attesa amorosa ci apre un destino.
Ciò che saremo non è stato ancora rivelato
Ai nostri occhi? O anche a quelli di Dio?
In queste parole c'è tutta la Sua attesa.
Come una madre che porta un figlio in grembo, e si chiede che volto avrà.
E se anche tutto, di quel figlio, viene da lei,
pure non ne conosce ancora il volto;
perché il figlio è altro da lei, ha già la sua libertà.
Anche Dio attende con pazienza e fiducia: sa già che saremo simili a Lui,
anche se non sa ancora – neppure Lui – quale sarà il nostro modo di essergli simili.
Ma simili, questo certamente, perché siamo suoi.
Lo vedremo così come egli è
E sarà il nostro primo autentico vedere.
Come il bimbo quando impara il volto della madre, e da quello impara a vedere tutto.
Finora (nel grembo di Dio!) crediamo di conoscerLo:
e ciecamente Lo conosciamo, è la Sua vita che scorre in noi:
ma ci manca ancora di vedere il Suo volto.
Chiunque ha questa speranza in lui purifica se stesso
L'attesa dell'Altro ci fa nascere,
ci fa scegliere e discernere e dire dei sì e dei no, separando l'indifferenziato: un atto creativo.
Signore, Fa' che viviamo nell'attesa dell'incontro ridente con Te, della nostra nascita.

2 commenti:
Ma non sapevo di questo blog!!! che dire... magari lo leggo...
"Siamo carichi dell'attesa amorosa di Dio, trepidante e rispettosa. Dio ci ama come figli suoi. Desidera che siamo con Lui, come Lui. E di più ancora, desidera che siamo noi stessi, liberi, non copie di altri (di idoli), né timorosi come schiavi, né calcolatori come salariati. La Sua attesa amorosa ci apre un destino."
Mi colpisce sempre pensare a questo... a lungo l'attesa di Dio sulla mia vita mi ha fatto "paura" come se fosse qualcosa da non deludere, qualcosa che chiedeva molto da me, troppo a volte... ma una persona saggia (...) mi ha ricordato poco tempo fa che con Dio non ci sono debiti da saldare... il dono della Vita, la possibilità di amare ed essere amati sono forse cose che si possono ricambiare in qualche modo? No, in un'ottica di far tornare i conti, per il fatto stesso di esistere siamo sempre in debito...
Ma per fortuna Dio non fa conti, non a modo nostro... Fa molto molto di più...e a noi, bisogna ammetterlo, chiede davvero le briciole, e quando le chiede è per farne grandi cose.
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