sabato 18 ottobre 2008

Domenica 19/10/2008 - 29a del tempo ordinario - Anno A

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 22,15-21)
Quel che è di Dio.
In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Pagare il tributo.
Si deve pagare quando si è debitori. Se non posso pagare divento prigioniero del creditore (Parabola del debitore perdonato: Mt 18,25.34; 5,26) Quando pago, mi metto in pari e posso interrompere i rapporti con il creditore (Mt 20,14) In entrambi i casi, non è possibile un rapporto positivo tra le due parti.
Per questo Dio non vuole essere in credito con noi, e ci dona tutto ciò di cui gli saremmo debitori (Mt 18,27). Non abbiamo tasse da pagare a Dio, perché siamo figli e non sudditi (Mt 17,25-26)

Rendete a Dio quello che è di Dio
Non si tratta di pagare o di restituire: se fosse così, dovremmo privarci di tutto, anche di noi stessi (Mt 18,25-26). Si tratta di render gloria a Dio con le opere buone (Mt 5,16), amando e perdonando come Lui ama e perdona (Mt 5,44-48), condonando i debiti come Lui li condona a noi (Mt 18,33)
Dio non ci chiede di pagargli le decime (le tasse religiose), ma di vivere la misericordia, la giustizia, la fedeltà (Mt 23,23),

Cesare / Dio
È l'imperatore, il più grande tra i re di questa terra, quelli che esigono tributi dai sudditi (Mt 17,25), dominano ed esercitano il potere (Mt 20,25).
Fa tutt'uno con Erode, che per mantenere il potere non esita ad imprigionare e uccidere gli innocenti (Mt 2,13.16; 14,3.5)
Gesù regna nel modo opposto: nella solidarietà con i piccoli e i poveri (Mt 25,40); nella sofferenza e nella persecuzione (Mt 27,11.29); non salva sé stesso, ma dona la sua vita per salvarci (Mt 27,37.42).

L'immagine e l'iscrizione
L'immagine dell'imperatore è un idolo che chiede adorazione; l'iscrizione ricorda il marchio della Bestia nell'Apocalisse, senza il quale nessuno può comprare o vendere (Ap 13,16-17)
Invece l'uomo è creato a immagine di Dio (Gn 1,26-27), e i redenti portano il sigillo di Dio sulla fronte: il segno della Croce. (Ap 7,3-4). Gesù in croce è l'immagine del modo di regnare di Dio e l'iscrizione sulla Croce lo annuncia a tutti (Mt, 27-37)
Ci sono due "economie", ognuna con le proprie regole, i propri valori, i propri stili di vita: quella di Cesare, basata sul debito, sul credito, sul potere e sulla violenza; e quella di Dio, basata sul dono gratuito, sulla gratitudine, sul servizio e sull'amore.
Noi possiamo e dobbiamo scegliere...

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