venerdì 23 gennaio 2009

Domenica 18/1/2009 - 2a del Tempo ordinario

Da questa settimana è probabile che la versione definitiva dei post sia online dopo la domenica. Chiunque voglia dare contributi anche prima è il benvenuto!

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3 commenti:

Anonimo ha detto...

Un pensiero al volo, ti prendo sul serio ::--)

Prendendo alla lettera il testo dell'incontro, non sappiamo nulla di come fosse, cosa abbia fatto, cosa abbia detto Gesu' nell'incontro con i due discepoli di Giovanni; possiamo pero' supporre la scelta dipendesse

- dall'autorevolezza di Giovanni: le sue parole, immaginando il tipo, sono pesanti; poiche' non avrà mai detto parole a vanvera e poiché era sicuramente un tipo che prendeva le cose sul serio, specie in materia di fede, una sua indicazione doveva essere particolarmente significativa.

- dal fascino-credibilità-persona di Gesu', che pero', in questo momento non ci viene descritta (salvo alcuni dettagli, che lo pongono su un piano diverso dagli altri: il voltarsi o il fissare lo sguardo)

- dalla autenticità dei discepoli, che erano veramente alla ricerca di qualcosa di importante per la vita

Autorevolezza, credibilità, fascino, domande e incontro sono tutti ingredienti belli della trasmissione della fede, quando è vera, perché in queste situazioni, quando si impegna la vita, non si può fingere, non si possono costruire teorie astratte o campate per aria, non si può convincere solo a parole o con indicazioni pratiche/morali.

Forzando un po', direi che la fede sta in piedi su questo, svuotata della umanità e del suo riferimento a Gesù ("venite e vedrete") rimane un guscio di teorie, norme e pratiche di interesse relativo.

Non mi cimento con le frasi più impegnative (Che cosa cercate? Dove dimori? Venite e vedrete) ne' sui curiosi dettagli pratici
(Sono le 4 del pomeriggio, Fissando lo sguardo, Sarai chiamato Cefa) che aspetto di leggere sul blog ... :-)

don Giulio Lunati ha detto...

@GiuseppeS.:

Grazie Beppe! è tutto sotto GPL, vero? :-)

Anonimo ha detto...

Io invece un commento lo vorrei fare proprio su una frase apparentemente banale: erano circa le quattro del pomeriggio. Mi ha sempre colpito... il Vangelo ha un testo talmente sintetico, ed omette tante cose che spesso vorremmo conoscere sulla vita di Gesù, dei discepoli, di Maria. Nel Vangelo ogni parola è essenziale, serve a trasmettere qualcosa, non c'è spazio per il superfluo. Eppure questo particolare: Giovanni ha sentito la necessità di specificare l'ora di quell'incontro. Perchè? Io credo che sia perchè quell'incontro ha cambiato la sua vita. Difficilmente un innamorato dimentica i particolari del primo incontro con l'amata, compresa la data, il luogo, l'ora del primo bacio, del primo appuntamento... Questo particolare, in apparenza così superficiale, mi colpisce, perchè evidenzia quanto amore, quanta profondità siano scaturiti in seguito a quell'incontro, un incontro che ha cambiato la vita, un incontro che ha segnato un prima e un dopo. Spesso me lo chiedo: quale è stata la mia ora decima? Quando posso dire di aver visto dove Gesù dimora e di essermi fermata con lui? Quando il suo sguardo ha cambiato la mia vita così tanto da segnare un prima e un dopo? Domanda aperta...