sabato 25 ottobre 2008

Domenica 26/10/2008 - 30a del tempo ordinario - Anno A

Dal vangelo secondo Matteo (Mt 22,34-40)
Con tutto il cuore.

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «"Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente". Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: "Amerai il tuo prossimo come te stesso". Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Comandamento - Legge
   Il comandamento di Dio non va confuso con le tradizioni degli uomini (Mt 15,3), con le centinaia di precetti e divieti minuziosi che i farisei tentavano (invano) di osservare e di far osservare, perdendo di vista la volontà di Dio (Mt 23,23)
   Così pure la parola Legge non indica soltanto la legislazione, bensì la parte iniziale e fondamentale della Bibbia, dove Dio fa alleanza con il suo popolo, promettendogli la salvezza.
   In effetti, i comandi di Dio vanno sempre interpretati come promesse: comandando qualcosa, Dio la indica come possibile! (ad es. Pietro chiede a Gesù: "Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque!": Mt 14,28) È in questo senso che Gesù dice di essere venuto a dare compimento alla Legge fino all'ultima virgola (Mt 5,17-18): egli viene a compiere la promessa di Dio!

Amerai il prossimo tuo
   Non è un imperativo, ma un indicativo futuro: Gesù non solo comanda, ma soprattutto promette che verrà il momento quando finalmente sapremo amare perfettamente, come Dio ama (Mt 5,48): anche chi non ci ama o ci è nemico (Mt 5,43-46), abbattendo le barriere dell'odio e facendoci prossimi a chi è lontano o ci tiene lontano.

Come te stesso
   Quando si impara l'amore vero, quello di Dio, cade la barriera che separa il dall'altro.
   Salviamo noi stessi, solo se rinneghiamo la nostra solitudine privata, e scopriamo la comunione profonda che ci lega agli altri, e la croce degli altri diventa la nostra (Mt 16,24-25; Mt 27,40-42)

Con tutto il cuore
   L'amore vero unifica il cuore, lo rende puro, (Mt 5,8) cioè senza doppiezze: non c'è spazio nel cuore per due amori separati (Mt 6,24), altrimenti saremmo profondamente lacerati, poiché dov'è il nostro tesoro là è anche il nostro cuore (Mt 6,21).
   E nel contempo l'amore vero ci dilata il cuore, rendendoci capaci di abbracciare in unico atto Dio, gli altri, noi stessi, senza che nessuno tolga spazio a nessun altro!

Il primo ... Il secondo
   L'amore divino ha la priorità sull'amore umano (anche il più profondo: Mt 10,37), non perché il secondo sia meno importante (anzi è simile al primo, come l'uomo è simile a Dio: Gn 1,26) ma perché dall'amore di Dio scaturisce l'amore per il prossimo, il quale è secondo non perché inferiore ma perché segue il primo come conseguenza necessaria.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Come può essere "nessun commento" davanti a un passo simile?!!! Ma a pensarci bene...cosa c'è da commentare...è tutto scritto io credo.
Amore. Davvero non c'è niente di più grande. Davvero non c'è niente di più e niente di meno. "Ama e fa ciò che vuoi" diceva Sant'Agostino.

Bella l'idea del blog ;-)
Mi impegno per riflessioni un po' più profonde in futuro...ma davvero colta di sprovvista davanti a questo passo del Vangelo, son stata invasa da un gran senso di gratitudine per il nostro Dio e la sua sfrenata passione per l'Uomo e per la Vita...

Silvia